Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione

Pubblicato il da Tosca+Flavio Braga

Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.
Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.
Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.
Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.
Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.
Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.

Amor sacro e amor profano. Mi ha sempre lasciato perplesso la contrapposizione tra amore sacro e amor profano, mi ha sempre lasciato con una sensazione di incompiutezza, come due parti che non rappresentano l' intero perché sono vissute come scisse, opposte tra loro. Io credo che l'amore possa contenere in sé entrambi i termini. Fisicità e spiritualità sono due modalità che, se congiunte, possono esprimere compiutamente l'incarnazione dell'amore. L'Amore è uno solo e la sua sacralità si può manifestare appieno nel rapporto fisico tra corpi non disgiunti dall'anima, ma vivificati dalla totalità con cui si può essere nella relazione amorosa, anche al di fuori delle credenze religiose e dei sacramenti. Un esserci completamente, che include necessariamente la presenza del sacro accanto al profano. Amore o possesso? E se non dicessimo più mia moglie o mio marito? Se non usassimo più l'aggettivo possessivo per indicare il coniuge che amiamo? Questa è una proposta provocatoria che lancio oggi nel corso di questa mia riflessione rispondendo alla domanda di cosa si può fare per fermare il femminicidio. La sensazione di possedere l'altro, il sentirlo come cosa propria, invece di considerarlo una persona libera, padrona di sé stessa, è alla base delle violenze che si consumano quando l'altro non soddisfa i nostri desideri e reclama la propria autodeterminazione. E' una proposta che forse fa fatica ad essere accettata a livello razionale, perché siamo abituati da sempre a dire: mia moglie, mio marito, la mia fidanzata, ma anche mio figlio... Provate però ad immaginare se nessuno dicesse più mio o mia riferendosi alla persona che ama, se non si sentisse nessuno usare più queste parole. Chissà se a livello collettivo cambierebbe qualcosa nella percezione della relazione amorosa con l'altro? E in ogni caso, anche solo ricevere questa provocazione e fermarsi un po' a rifletterci sopra, può fare un po' di bene. Quando ci arrischiamo ad andare con l'immaginazione oltre le regole di comportamento codificate razionalmente, allarghiamo i nostri orizzonti e possiamo immaginare di realizzare cambiamenti che migliorino il nostro e l'altrui modo di vivere. Se qualcuno mi chiedesse qual è il contrario dell'amore, non gli risponderei l'odio, perché, come dice il poeta, in certi casi si può amare e contemporaneamente odiare la stessa persona; credo inveceche gli risponderei: il potere. Il potere è, a mio avviso, assolutamente incompatibile con l'amore: se uno ama davvero, il suo animo non può ospitare per nessun motivo il desiderio di esercitare qualche forma di potere o di violenza sull'altro. L'amore è desiderio del benessere proprio e di quello dell'altro in una relazione paritaria. Le persone che non hanno la capacità di amare molto spesso cercano nel potere quel soddisfacimento che non possono trovare nell'amore. Se qualcuno li ama sono sì contenti, ma del potere che l'amore dell'altro conferisce loro. L'esercizio del potere nelle relazioni affettive porta a ragionare in termini di possesso dell'altro: sei mio, mi appartieni, sei cosa mia. Questa è la motivazione che spinge a molestare o, nei casi più gravi, perfino a ferire o uccidere la persona che ci tradisce o ci lascia definitivamente: quella persona è diventata una nostra proprietà, quasi una parte di noi e quindi non gli viene riconosciuta nè una sua autonomia nè una sua indipendenza, quindi nemmeno la possibilità di uscire per un giorno o per sempre dal nostro dominio. Ciò che viene pensato è: o sei mio o di nessuno: non passa neppure per la testa l'idea che l'altro appartiene solo a se stesso. Chi non ha avuto la fortuna di essere stato amato spesso sostituisce alle gioie dell'amore il piacere di comandare gli altri, di essere un capo, di sentirsi potente, diventando a volte anche sadico nei confronti dei più deboli. In questo modo cerca di avere un risarcimento per quella ferita affettiva che gli è stata inferta. Amare qualcuno che non è mai stato amato, fargli sentire il calore dell'amore, può significare aprirgli nuove possibilità di vita; in una relazione d'amore bisogna però stare molto attenti che costui dimostri concretamente di essere diventato davvero a sua volta capace d'amare e che non si limiti a godere del nostro amore in modo passivo. Il potere dell'amore di uno solo non basta a garantire la bontà di una relazione d'amore: la capacità di amare di entrambi ne è la componente fondamentale. Cosa si può dire di essenziale sull'amore? La capacità di amare, anche solo di sapere cos'è veramente l'amore, non è innata: deve essere sperimentata all'interno di un rapporto d'amore. Solo chi è stato oggetto d'amore vero (di un genitore, di un nonno, di uno zio) sa cosa è l'amore e sa come si fa a realizzarlo concretamente nei rapporti tra le persone. Anche per questo, amare è così importante. Prendere coscienza della propria e altrui capacità di amare è raro e costa molta fatica se non si è mai stati amati.Cosa significa amare? Io credo che amare significhi soprattutto desiderare che una persona possa essere libera di essere ciò che è veramente e fare tutto il possibile affinché questa condizione si realizzi. Poiché, come sappiamo, si deve amare il prossimo come sé stessi, ne consegue che la realizzazione pratica dell'amare dovremmo cercare di concretizzarla sia nei confronti degli altri che verso noi stessi. Per poter amare bisogna conoscere l'oggetto d'amore, quindi la conoscenza di sé e degli altri è la "conditio sine" qua non per poter amare. Come posso amare all'interno di un rapporto concreto colui che non conosco? Come posso cercare di aiutarlo a diventare sé stesso se non intuisco la verità della sua essenza? Diversamente si corre il rischio, peraltro molto frequente, di amare l'oggetto delle nostre proiezioni, una sorta di film che ci facciamo su come l'altro è, che però non corrisponde alla realtà. L'amore reciproco è pienamente compiuto quando entrambi gli amanti amano molto e con la stessa intensità sé stessi e l'altro. Cos'è l'amore? Non pretendo ovviamente di esaurire l'argomento, ciascuno potrà aggiungere qualche altro pensiero. Ma se devo pensare a ciò che è veramente essenziale nell'amore, mi viene da scrivere questo: Amare è desiderare intensamente che l'altro sia e diventi sè stesso, che riconosca e viva la propria vita autenticamente. Amare è non avere bisogno dell'altro, lasciargli la libertà, anche quella di non amarci più, perchè il massimo della libertà garantisce il massimo dell'amore. Amare è pensare di sopravvivere alla perdita dell'altro, perfino alla sua morte, perchè il senso ultimo del nostro vivere è insito nella nostra natura, ed è bello sollevare gli altri dal dovere di esserci vicini, sostenerci e amarci, lasciandoli liberi da qualsiasi ricatto affettivo, affinchè l'amore sia desiderio vero di autolimitazione, per il bene nostro e dell'altro. A ciò consegue, evidentemente, che quanto più si conosce la propria natura, ci si ama e ci si vuole bene, tanto più si è in grado di conoscere, amare e volere veramente bene agli altri. Sacred and Profane Love. He was always puzzled the opposition between sacred love and profane love, has always left me with a feeling of incompleteness, as two parts that do not represent the 'whole because they are perceived as split, opposed to each other. I believe that love can contain within itself both terms. Physicality and spirituality are two ways that, if combined, can fully express the embodiment of love. Love is only one, and its sacredness can manifest fully in the relationship between the physical bodies not separated from the soul, but made alive by the totality with which you may be in love relationship, even outside of the religious beliefs and the sacraments. Be a fully, which necessarily includes the presence of the sacred to the profane next. Love or possession? And if we were to say no more my wife or my husband? If you were not using the more possessive adjective to indicate the spouse we love? This is a provocative proposal to launch today at my reflection answering the question of what can be done to stop the femicide. The feeling to possess the other, the hearing as his own, instead of considering it a free person, mistress of itself, is the basis of the violence that is consumed when the other does not meet the desires and demands self-determination. 'A proposal that perhaps struggles to be accepted on a rational level, because we are used to always say, my wife, my husband, my girlfriend, but my son ... but try to imagine if anyone saying my more or My reference to the person he loves, if he did not feel any more to use these words. I wonder if the collective level would change something in the perception of the loving relationship with each other? And in any case, just get this provocation and stop a bit 'to think about it, can do some' good. When we dare to go with the imagination beyond the rules of behavior encoded rationally, we expand our horizons and we contemplate making changes to improve our and other people's way of life. If someone asked me what is the opposite of love, not hatred would answer, because, as the poet says, in some cases you can love and hate at the same time the same person; inveceche I would answer: ilpotere. Power is, in my opinion, absolutely incompatible with love: if one really loves, his mind can not accommodate any circumstances wish to exercise some form of power or violence on the other. Love is the desire of being of himself and of that of the other in an equal relationship. People who do not have the capacity to love very often try in the power that they can not find fulfillment in love. If someone loves they are so happy, but the power that gives them the love of the other. The exercise of power in the emotional relationships leads to thinking in terms of possession of the other: you are mine, you belong to me, you're my thing. This is the motivation to harass or, in severe cases, even to injure or kill the person who betrays us or leaves us definitively: that person has become our property, almost a part of us, and therefore is not being honored nor its autonomy nor its independence, and even the chance to go out for a day or forever from our domain. What is thought is, or you're mine or anyone, he does not even head the idea that the other belongs only to himself. Who has not had the good fortune of being loved often it replaces the joys of the pleasure of commanding others, to be a leader, to feel powerful, becoming sometimes even sadistic towards weaker. He is trying to get compensation for the emotional wound that was inflicted. Love someone who has never been loved, let him feel the warmth of love, it can mean opportunity to open his new life; in a loving relationship but we must be very careful that he actually proves to be really become in turn capable of loving and that does not just enjoy our love in a passive way. The power of one is not enough to ensure the goodness of a loving relationship: the ability to love both of them is the key component. What can be said of essential love? The ability to love, if only you know what love really is, is not innate: it must be experienced in a loving relationship. Only those who have been the subject of true love (a parent, a grandparent, an uncle) know what is love and know how to make it happen concretely in relationships between people. Even so, love is so important. Become aware of their own and others' ability to love is rare and much effort if you have never been amati.Cosa means to love? I believe that love means to be desired above all that a person can be free to be who he really is and do everything possible so that this condition is realized. Because, as we know, we must love our neighbor as ourselves, it follows that the practical realization of loving we should try to concretize both towards others and towards ourselves. In order to love one must know the object of love, then the knowledge of self and others is the prerequisite for being able to love. How can I love in a concrete relationship who does not know? How can I try to help him to become himself if I sense the truth of its essence? Otherwise you run the risk, however, very frequently, to love the object of our projections, a kind of film that we make on how the other is, that does not correspond to reality. Mutual love is fully realized when both lovers are very fond of and with the same intensity themselves and each other. What is love? Obviously I do not pretend to exhaust the subject, each will add a few more thoughts. But if I have to think about what is truly essential in love, I have to write this: Love is an intense desire that the other is and become himself, that recognizes and live his life authentically. Love is not need other, give him freedom, even to not love us more, because the maximum of freedom provides the highest love. To love is to think to survive the loss of the other, even to his death, because the ultimate meaning of our existence is inherent in our nature, and it's nice lift others from the duty to be close, to support us and love us, leaving them free from any blackmail emotional, so that love is real desire of self-restraint, for our good and the other. This leads, of course, that the more you know your nature, we love and we want good, the more you are able to know, love and want really good to others. Amor sagrado y profano. Siempre estaba perplejo la oposición entre el amor sagrado y el amor profano, siempre me ha dejado con una sensación de incompletud, como dos partes que no representan el "todo porque se perciben como split, opuestos entre sí. Creo que el amor puede contener dentro de sí ambos términos. Fisicalidad y la espiritualidad son dos formas en que, si se combinan, pueden expresar plenamente la encarnación del amor. El amor es uno solo, y su carácter sagrado puede manifestarse plenamente en la relación entre los cuerpos físicos no separado del alma, pero vivificado por la totalidad con la que usted puede estar en relación de amor, incluso fuera de las creencias religiosas y los sacramentos. Ser plenamente, lo que necesariamente incluye la presencia de lo sagrado a lo profano siguiente. El amor o la posesión? Y si tuviéramos que decir nada más que mi esposa o mi marido? Si no estaba usando el adjetivo más posesivo para indicar que el cónyuge que amamos? Esta es una propuesta provocativa para lanzar hoy en mi reflejo responder a la pregunta de qué se puede hacer para detener el feminicidio. La sensación de poseer al otro, la audiencia como propio, en lugar de considerar que una persona libre, dueña de sí misma, es la base de la violencia que se consume cuando la otra no cumple con los deseos y demandas de autodeterminación. 'Una propuesta que tal vez se esfuerza para ser aceptado en un nivel racional, porque estamos acostumbrados a decir siempre, mi esposa, mi marido, mi novia, pero mi hijo ... pero tratan de imaginar si alguien diciendo mi más o Mi relación con la persona que ama, si él no se sentía más a utilizar estas palabras. Me pregunto si el nivel colectivo iba a cambiar algo en la percepción de la relación amorosa entre sí? Y en cualquier caso, acaba de obtener esta provocación y parar un poco para pensar en ello, puede hacer algo de 'buena. Cuando nos atrevemos a ir con la imaginación más allá de las reglas de comportamiento codificados racionalmente, ampliamos nuestros horizontes y contemplamos hacer cambios para mejorar la forma de vida de nuestros y otros de la gente. Si alguien me preguntara cuál es el contrario del amor, no odio respondería, porque, como dice el poeta, en algunos casos se puede amar y odiar al mismo tiempo la misma persona; inveceche yo respondería: el poder. El poder es, en mi opinión, absolutamente incompatible con el amor: si uno realmente ama, su mente no puede albergar ninguna circunstancia desean ejercer algún tipo de poder o de la violencia en el otro. El amor es el deseo de ser de sí mismo y de la de la otra en una relación de igualdad. Las personas que no tienen la capacidad de amar muy a menudo tratan en el poder que no pueden encontrar satisfacción en el amor. Si alguien ama a que son tan felices, pero el poder que les da el amor del otro. El ejercicio del poder en las relaciones emocionales lleva a pensar en términos de posesión del otro: tú eres mío, me perteneces, eres mío. Esta es la motivación para acosar o, en los casos graves, incluso a herir o matar a la persona que nos traiciona o nos deja definitivamente: esa persona se ha convertido en nuestra propiedad, casi una parte de nosotros, y por lo tanto no se está cumpliendo ni su autonomía ni su independencia, e incluso la oportunidad de salir por un día o para siempre de nuestro dominio. Lo que se piensa es, o usted es el mío ni a nadie, ni siquiera cabeza la idea de que el otro pertenece sólo a sí mismo. ¿Quién no ha tenido la suerte de ser amado menudo reemplaza las alegrías del placer de los demás comandantes, para ser un líder, de sentirse poderoso, convirtiéndose a veces incluso sádica hacia más débil. Él está tratando de obtener una indemnización por la herida emocional que fue infligido. Amar a alguien que nunca ha sido amado, que lo siente el calor del amor, puede significar la oportunidad de abrir su nueva vida; en una relación amorosa, pero hay que tener mucho cuidado de que en realidad resulta ser realmente convertirse a su vez capaz de amar y que no sólo disfrutar de nuestro amor de una manera pasiva. El poder de uno no es suficiente para garantizar la bondad de una relación de amor: la capacidad de amar tanto de ellos es el componente clave. ¿Qué se puede decir del amor esencial? La capacidad de amar, si sólo usted sabe lo que el amor es en realidad, no es innata: debe ser experimentado en una relación amorosa. Sólo los que han sido objeto de amor verdadero (un padre, un abuelo, un tío) saben lo que es el amor y saben cómo hacer que suceda concretamente en las relaciones entre las personas. Aun así, el amor es tan importante. Tomar conciencia de sí mismos y la capacidad de los demás a amar es raro y mucho esfuerzo si usted nunca ha sido amati.Cosa significa amar? Creo que el amor significa que desear, sobre todo, que una persona puede tener la libertad de ser quien realmente es y hacer todo lo posible para que se dio cuenta de esta condición. Porque, como sabemos, debemos amar a nuestro prójimo como a nosotros mismos, se deduce que la realización práctica de amar debemos tratar de concretar tanto hacia los demás y hacia nosotros mismos. Para amar hay que conocer el objeto del amor, el conocimiento de uno mismo y de los demás es el "seno" qua non para poder amar. ¿Cómo puedo amar en una relación concreta que no sabe? ¿Cómo puedo tratar de ayudarlo a convertirse a sí mismo si tengo la sensación de la verdad de su esencia? De lo contrario se corre el riesgo, sin embargo, con mucha frecuencia, a amar el objeto de nuestras proyecciones, una especie de película que hacemos en la forma en que el otro es, que no se corresponde a la realidad. El amor mutuo se realiza plenamente cuando ambos amantes son muy aficionados y con la misma intensidad a sí mismos y entre sí. ¿Qué es el amor? Obviamente, yo no pretendo agotar el tema, cada uno añada unas cuantas ideas. Pero si tengo que pensar en lo que es verdaderamente esencial en el amor, tengo que escribir esto: El amor es un deseo intenso que el otro es y convertirse en sí mismo, que reconoce y vive su vida con autenticidad. El amor no se necesita otra, le dan la libertad, hasta que no nos ame más, porque el máximo de libertad ofrece el más alto amor. Amar es pensar para sobrevivir a la pérdida de la otra, hasta su muerte, ya que el sentido último de nuestra existencia es inherente a nuestra naturaleza, y es agradable de elevación a otros de la obligación de estar cerca, para que nos apoyen y amar a nosotros, lo que les deja libre de cualquier chantaje emocional, por lo que el amor es verdadero deseo de auto-control, para nuestro bien y el otro. Esto lleva, por supuesto, que cuanto más se conoce su naturaleza, nos encanta y queremos bien, cuanto más usted es capaz de conocer, amar y desea realmente bien a los demás.

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